La cantante diventata famosa su YouTube è in Italia
La storia di Terra Naomi insegna che da Internet nascono (anche) i fiori
Se è vero che YouTube – e Internet più in generale – è una cloaca che ha drammaticamente realizzato la profezia di Warhol sul quarto d’ora di celebrità che prima o poi sarebbe toccato a tutti, è però anche capace di realizzare quello che neppure il più attento discografico è in grado di fare. La storia di Terra Naomi è la dimostrazione che il Web quando vuole sa essere sanamente democratico e riconoscere persino le cose belle. Leggi La ballerina che ha conquistato il Web è pronta per il palco a Sanremo

Nata a New York, Terra cresce studiando pianoforte. Poi va in Michigan, dove studia l’opera lirica e casca nella droga, fino a che decide di non continuare nessuna delle due “attività”. Torna a New York, si compra una chitarra, scrive poesie e canzoni e va a suonarle in giro per l’America in piccoli locali, autofinanziandosi. Fino a qui la storia non è così diversa da quella di chi – secondo l’abusata retorica del poeta/cantante più o meno maledetto – prova a far fruttare un talento. Succede però che nel 2006 il prezzo della benzina sale, e Terra non ha più i soldi per girare gli Stati Uniti. Si inventa allora una cosa geniale e semplicissima: comincia un tour virtuale su YouTube, il “Virtual Summer Tour”. Ogni giorno accende la sua telecamera, ci si piazza davanti con la chitarra, e canta una canzone. A differenza delle ballerine di lap dance improvvisate che su Internet hanno tanti clic quanto labile è il ricordo che lasciano, Terra comincia a essere seguita. La sua voce (che ricorda quella di Alanis Morrissette) incanta la Rete, e in poche settimane i suoi video vengono visti da milioni di persone, raccogliendo fan in ogni parte del mondo. C’è chi le chiede di cantare cover di canzoni famose; lei prende la sua telecamera, si mette nel salotto di casa sua, e comincia: “Ciao, mi avete chiesto di suonare Rehab di Amy Winehouse. Be’, lo faccio”. E attacca a suonare.
C’è una canzone che la rende veramente famosa, ed è “Say it’s possible”: su YouTube è stata vista più di cinque milioni di volte, e conta ormai centinaia di cover. C’è addirittura chi si è inventato duetti virtuali, in cui accompagna il video di Terra con la propria voce o la chitarra. Terra ci prende gusto, registra per il Web ovunque si trova: a casa, in macchina, con alcuni amici che suonano strumenti improvvisati, come bottiglie di vetro. Certo, i clic non sono quasi mai il criterio per giudicare la qualità di un prodotto virtuale, ma che Terra abbia talento è sotto gli occhi di tutti. Destino vuole che proprio quell’anno YouTube lanci il primo premio per il miglior video musicale. Terra lo vince e poco dopo la Island Records le propone un contratto per un cd. Lei firma. Se il mondo andasse sempre come solitamente va, a questo punto la cinica macchina da soldi delle multinazionali discografiche avrebbe vinto, affogando la storia originale di Terra nel fiume limaccioso dei fuoriusciti dagli X-Factor di mezzo mondo. Ma la ragazza di New York (nel frattempo trasferitasi a Los Angeles) è troppo intelligente per cascarci.
Prodotto il primo album, “Under the influence”, si rende conto che “è tutto quello che non voglio essere – scrive nella biografia sul suo sito internet – Una delle più grosse lezioni della mia vita: sii sincera con te stessa!”. Rompe con la Island e lo registra di nuovo; e questa volta le piace. Nel frattempo però ha cantato da comprimaria al Live Earth, concerto ambientalista del 2007 allo stadio di Wembley, davanti a 80.000 persone; altra botta di notorietà. In tutto ciò continua a fare quello che l’ha resa famosa: cantare su YouTube. A saperlo usare, Internet è meglio di un’agenzia pubblicitaria. Terra Naomi ha un sito ufficiale, è su Facebook, Twitter, My Space, Last.fm, iLike, tutti i social network. Lì parla con i fan, risponde alle mail, carica le foto che scatta col cellulare e permette ai fan di caricare le loro. Crea attorno a sé un’aura di avvicinabilità che la rende al contempo normale e unica. Nel 2009 fa una tournèe negli Stati Uniti, e per pubblicizzare le date dedica a ogni città in cui va a suonare una canzone apposta, che carica alcuni giorni prima del concerto su YouTube.
Grazie alla democraticità della Rete è raggiunta da un gruppo di fan italiani che le chiedono di venire anche in Italia. Terra accetta, anche perché la proposta è quella di una serie di concerti in cui parte del ricavato è devoluto ad Avsi, una ong che fa progetti educativi nei paesi in via di sviluppo. Tornata da alcuni concerti in India, adesso è in Italia, ha suonato a Fabriano, Perugia, Roma, Imola e Bologna. Ha registrato un duetto con Elisa e poi farà altre serate. Scenografia minimale: microfoni, due chitarre, una tastiera e lei. Che canta una strofa di “Say it’s possible” in italiano, dice “Ciao Italia!” realmente emozionata, spiega come le sono venuti in mente i suoi testi e a fine concerto non vende cd ma mp3 card, tessere con un codice grazie al quale si possono ascoltare le sue canzoni. Scaricandole dal Web.